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Full text of "Insieme Giallo 1979-1981"

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\BINAINA S/N 
RR ARR 


VI 


II nf 


verso Pasqua 1981 


fede e luce 


qua 1981 vorrebbe essere il compimento di un lungo periodo 
di preparazione e l'avvio di un nuovo slancio per tutta la vi 
ta e l'attività del movimento. 


L a celebrazione mondiale "Fede e Luce" prevista per la Pas 


Questo libretto propone una preparazione accuratamente studiata 
con l'aiuto di meditazioni, di testi per la riflessione e di suggerì 
menti pratici, riuniti per temi e distribuiti nell'arco di venti me- 
si. Se sarà utilizzato secondo il desiderio degli autori, dovrebbe. 
essere un eccellente mezzo di rinnovamento spirituale e permet - 
tere a tutti i gruppi "Fede è Luce" di unirsi in una comunità eu - 
caristica di pellegrini, rappresentata da tutti coloro che a Pas - 
qua saranno a Lourdes. 


E' per me motivo di gioia fare la prefazione a questo lavoro che 

unisce così felicemente il punto di vista della preparazione al pel 
legrinaggio di Lourdes e quello della crescita di ogni comunità 
Sono veramente lieto che questa data di Pasqua 1981 non sia con- 
siderata come un "vertice" isolato dal resto, l mesi complementa 
ri di riflessione e di meditazione, anch'essi proposti, assicure - 


ranno le basi necessarie per il dopo-pellegrinaggio di Pasqua1981. 


Che Dio benedica tutti coloro che parteciperanno a questa prepa- 
razione e a questa celebrazione. 


SA brd 


Cardinale Hume 
Luglio 1979 Arcivescovo di Westminster 


e e e e e e e ee | 


—————————— ——— ————_—€€_€«_ 


Celebriamo 


la Pasqua 1981 


Pasqua 1981, pellegrinaggio inter- 
nazionale a Lourdes: ci ritroveremo 
ai piedi della Vergine di Massabielle, 
arriveranno da almeno 23 paesi, bam 
bini, adolescenti, adulti handicappati 
mentali circondati dai loro genitori e 
dai loro amici, Tutti quelli che non po 
tranno intraprendere questo lungo viag 
‘gio si metteranno anch'essi in cam - 
mino verso un luogo del loro paese do 
ve più si senta la presenza di Dio. 


Molte comunità, nuove e vecchie , 
desideravano questo pellegrinaggio 
per rendere grazie delle meraviglie 
realizzatesi in'Fede e Luce" da dieci 
enni, e per rinnovarsi nella speranza. 
Il gruppo imernazionale ha deciso di 
rispondere a questo desiderio, mal - 
grado le obiezioni che si presentava- 
no, come il costo e la lunghezza del 
viaggio, le forze mobilitate per pre - 
parare ed organizzare, il pericolo di 
ritardare l'integrazione della perso - 
na hamdicappata e delle loro famiglie 
nelle comunità esistenti. Ma se que- 
sto proposito corri sponde veramente 
a un desiderio di Dio, Lui ci darà la 
forza per superare gli ostacoli e i 
cischi . 


1 pellegrinaggi ecedenti a Lourdes 
nel 197) e a Roma nel 1975 sono stati 


segnati da una manifestazione specia- 


le dello Spirito Santo, 


Tutti coloro che parteciperanno al 
pellegrinaggio del 1981 potranno, an- 
che essi scoprire qualche cosa di nuo 
vo: il mistero della gioia che ci è da- 
ta in Gesù, al di là delle sofferenze. 


Un incontro internazionale " Fede e 
Luce" fa cadere le barriere di nazio- 
nalità, ambiente, età, intelligenza... 
Testimonia che è possibile ritrovarsi 
come figli di Dio in una famiglia al 
centro della quale i più piccoli, per 
la loro disponibilità, per il mistero 
del loro silenzio, svegliano in ciascu- 
no le proprie capacità di ascolto e di 
dono. 


L'anno eucaristico che si svolgerà 
nel 1981 ha ispirato il tema del pelle- 
grinaggio: cibarsi di Gesù per riceve 


re la vita e darla, (1) 

Andremo a Loudes per approfondire , 
con l'aiuto di Maria, cosa è l'Euca- 
restia, perché è al centro della vita 
delle nostre comunità, cosa significa: 
"prendete e mangiatene tutti". 

(1) Così è stato tradotto per le comu- 
nità F.el. il tema stesso del Congres 
so Eucaristico "Gesù Cristo, pane 7 
spezzato per un mondo nuovo, La 


—_r——————————1l242pb 


* 


nella comunita 
Fede e Luce 


Le Nazioni Unite hanno proclamato 
il 1981 l'anno degli handicappati. 


Ai movimenti cristiani è stato chie 
sto di partecipare a questa manife - 
stazione secondo la loro vocazione . 
In unione con tutte le iniziative del 
mondo, prepariamo questo pellegri- 
naggio perché ciascuno, qualunque 
sia il suo handicap, abbia il suo po- 
sto nella società e nella Chiesa. 


Viviamo in un ‘epoca in cui la vita 
della per persone handic appata è grave. 
mente minacciata dalle lepogi sull'a - 
borio. 

‘Allo stesso modo si progettano leggi 
sull'eutanasia in vari paesi. Andan- 
do a Lourdes in comunità con i no »- 
stri fratelli e le nostre sorelle han- 
dicappate, noi affermeremo dinanzi 

al mondo, ben più che con le parole, 
la fede nella loro dignità umana, nel 
la loro qualità di figli di Dio, nella” 
loro capacità di vita spirituale di ve 
ro amore. x 


11 pellegrinaggio internazionale e 
i pellegrinaggi locali saranno incon- 
trì non tra individui, ma di comuni - 
tà "Fedi . Luce" che riuniscono sta 


bilmente delle persone handicappate, 


—__— 


i loro genitori e i loro amici. Queste 
"comunità-collegamento" avranno 
sempre cura di partecipare alla più 
grande comunità: parrocchia, dioce- 
si, Chiesa universale. 


Su questa nuova via, che lo Spiri- 
to Santo ci dia sempre più la sua lu- 


ce, la sua forza e il suo soffio crea- 


tore, la sua sapienza, e che in una 
fiducia totale in Maria noi possiamo 
rispondere pienamente a questo invi» 
to di amore. 


Marie Helène Mathieu 
Coordinatrice internazionale di F.L. 


_ ee e=——_- 


Perche 
Uesto 
libretto 


E' stato preparato su richiesta di 
diversi paesi e con la più stretta col- 
laborazione di alcuni di loro, per cre 
are una più grande unità tra le diver- 
se comunità Fede e Luce, e permette» 
re a ciascuna di loro di preparare in 
modo concreto e spirituale, la via ver 
so la Pasqua 1981. E' destinato a tut- 
ti i membri della comunità , sia che va 
dano a Lourdes sia che celebrino la 
Pasqua nel proprio paese. 


Questo libretto, incentrato sul tema 
generale del pellegrinaggio 1981 "Ci- 
barsi di Gesù per ricevere la Vita e 
darla", contiene venti temi che, per 
maggior chiarezza, corrispondono 
ciascuno ad un mese dell'anno e vanno 
dal Novembre 1979 al Settembre 1981. 


Come 
utilizzario 


Non c'è nessuna ricetta, spetta ad o- 
gnuno utilizzarlo nel modo migliore... 
Quello che è proposto è un invito alla 
riflessione sul senso del pellegrinag- 
gio, un invito alla vita comunitaria,a 
un più grande impegno di fronte a Ge- 
sù e ai nostri fratelli. A partire dai 
testi, dai suggerimenti proposti, che 
sono delle semplici piste, spetta ad 
»agni comunità prendere le proprie ini, 


ziative, arricchire e completare le 1- 
dee appena abbozzate, rimetterle nel 
loro contesto, sopratutto quando si 

tratta di citazioni del Vangelo, vede- 


re come adattarle concretamente in mo 


do che ciascuno, genitori, handicappa 
ti, amici, sia realmente impegnato, 


Resta da fare l'essenziale: trasfor - 
marlo nella presenza viva di Gesù in 
noi, in un efficace reciproco slancio 
del cuor, in una più intima unione e 
fiducia f.ìîiale nel Padre del Cielo, 
Così, poco a poco , al di là dei mari e 
dei continenti si creeranno legami, 
forse invisibili, ed è nella gioia che 
ci ritroveremo a Lourdes nel 1981. 
Già questo libretto si è potuto realiz- 
zare grazie alla preghiera di pelle - 
grini che non si conoscono ancora; 
essa ha sostenuto il lavoro del picco- 
lo gruppo che l'ha elaborato, pensan- 
do a ciascuno di coloro che lo utiliz - 
zeranno, 

esto libretto non è che uno strumen 
to, Ora mettiamoci insieme in cammi- 
no, Alleluia! 


é. 


e 


NOVEMBRE 11974 


] Siamo tutti 
pellegrini 


a 


di tutti i zsiorni. 


ic’ e avrà effetto anch: dopo, nella vita 


sn fi Ual 


Molto prima di prendere la strada o il treno, ciascuno avrà fatto 


nur primo snsso, quello che consisto nel lasciara il piccolo uni- 


verso 25220 eve piccol» abitudini. Per partire ci si dave libera- 


» le 
Je (e) { 

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e 
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a 
Viù 
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(7) 
de) 
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A 
n 


(Marco 538) 


uò diuarte” 


A quale convers ione 


andare avantil. 


» bnatono, “è one, nè bis 


accia, 


sono chiamato? Su quale sentiero di entusia 


smo e di stanchezza mi lascerò trascinare per incontrare l'Altro? 


Dio mi ha voluto bene dandomi una figlia 
fragile, perché mi ha dimostrato che il mondo, 
fa gente, è ancora piena di bontà, e che ja 
fratelianza non è scomparsa in questa epoca 
di egoismo e di crudeltà e di violenza. 

E yiva è ancora la comprensione per chi 
soffre. | giovani pellegrini, specialmente quel- 
li che, pur non essendo oppressi da problemi 
familiari o personali, henno seguito altruistica- 
mente il pellegrinaggio, ce lo hanno dimostrato 
con una dedizione e una premura encomiabifi. 

E a questi giovani, na sono carta, ne segui- 
ranno altri e altri ancora, che sapranno liberare 
dal loro cuore la bontà che mol tutti abbiamo 
innata, chi più chi meno soffocata nel nostro 
cuore dal beni materiali ed effimeri. 


MARIA  VAROLI 


(PARMA) 


"Essere pellegrino vnol dire 
partire con altri, partire 
spoglio, disponibile per torna 
re colmo di pace, di gioia,d'a 


more, e irradiarne gli altri" 


Frangoise Lacoste studente 


(Belgio) 


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-< 


adr 


«> 


PERCHE' ABBIAMO SCELTO DI 
FESTEGGIARE LA PASQUA 1981 
RIMANENDO NEL NOSTRO PAESE ? 


La mentalità si è molto evoluta dopo Lourdes 1971: le celebrazio 
mi locali con persone handicappate e i loro genitori sono ora pos 
sibili, cosa che era impensabile digci anni fà. Potremè rendere 


grazie di questo alla Pasqua 1901! 


Abbiamo scelto di celebrare la Pasqua nelle nostre parrocchie o 
nelle nostre cattedrali, in unione con tutte le altre comunità Fe 
de e Luce, sia che queste restino nel loro paese d'origine, sia 


che vadano a Lourdes. 


Perchè restare nel nostro paese? Ci sono ragioni economiche, senza 
dubbio, ma non sono essenziali; il profumo costoso versato da una 
donna sui piedi di Gesù non era forse un gesto di amore, e non di 
spreco? Se noi restiamo è perchè i più piccoli possano celebrare 
la Pasqua intorno ai loro pastori, sacerdoti e vescovi. 

E' per vifere a livello locale quattro, giorni di incontri, per 
condividerli con coloro che ancora non conoscono i doni speciali 
della persona handicappata, perchè si intreecino dei legami dura 


turi con dei giovani amici che vivono nella nostra città. 


Questo permetterebbe anche a quelli che vivono negli ospedali psi 
chiatrici di partecipare alla celebrazione pasquale: alcuni infat 
tisarebbero di salute troppo fragile per andare fino a Lourdes. 


Potremo anche invitarli a unirsi a noi, venendo, ad esempio, al 
la celebrazione della domenica di Pasqua alla cattedrale, mentre 


noi potremo andare a trovarli il venegrdì all'ospedale. 


Sono battezzati, e hanno anch'essi il diritto e il bisogno di par 


tecipare alla vita della chiesa. 
Preparare e celebrare la Pasqua insieme, non potrebbe essere una | 


occasione per creare dei legami con la loro parrocchia? 


Teresa de Bertodano (Inghilterra) 


1_——---r-rrr_-_->&}--+_},/_PP—-{lf i 23::::...::aa-r—-————-—.1||..(+P+- 


3 * 
deciso ciro a  -_ i. Ha} toi 
Il pellegrinaggio più importante, per me, è andare con il mio 

bambino dalla porta di casa a quella della chiesa parrocchiale. 


(una mamma inglese ) 


* è. è 
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» 
e I—[  / Ie. _ | 
E' a Lourdes nel 1971 che abbiamo 


scoperto il nosiro ragazzo nella sua 
interiorità, abbiamo accettato la sua 
vita spirituale e il fatto che a suo 
modo annunzi la Buona Novella. Abbia- 
mo notato come era stato sensibile ai 
gesti di Lourdes, ai segni di croce, i 
all'acqua, al fuoco ecc. Abbiamo parla 
to spesso di Gesù, di Marias..s.se.io 
Ora è del tutto normale che sia lui a 
parlarcene. Abbiamo anche ràcevuto 
questa grazia di vivere più in profon 


dità col nostro ragazzo handicappato; 


le difficoltà restano, le preoccupa- 
zioni non mancano, ma ci ritroviamo 
su una via rischiarata da una luce 


" tanto più forte " 


Marie Jo Sambardier ‘TFrancia) 


(mamma di Jean Pierre, 22 anni) 


ee 


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». 


MEDITAZIONE A MODO 


pellegrinaggio: una varola di ieri 

forse, ma anche una necessità di oggi 
dicevo tra me l'altro giorno. 

Congressi, giornate di studio, tavo 
ie rotonde, dibattiti di ogni genere! 

Quale professione, quale formazione 
politica, quale gruppo non ha i suoi 
giorni di incontro; sono regionali, na 
zionali, internazionali, mondiali! 

Questo immenso bisogno di ritrovar- 
si, di scambiarey vien fuori da ogni 
narte: allora, un pellegrinaggio, che 
è un incontro,non è anche una risposta alla realtà attuale? 

Questo viaggiatore, il pellegrino, non è forse un uomo di oggi? 

Contemplando tutti questi sforgi di incontro nel mondo di oggi: 
miglizia di discorsi, tonnellate di carta stampata, traduttori, mo 
deratori, microfoni, malintesi, milioni di parole, mi sono chiesta 
se, di fronte 2ll'eccessodelle parcle ed ai limiti del loro potere 
non risponde forse ad un bisogno attuale riabilitare il gesto, il 
‘vivere ingieme”, l''aprire gli occhi"? 

Un pellegrinaggio non è forse aprire il cammino dell'incontro a 
chi non ha la parola e riportare all'essenziale noi tutti che sia- 
mo sazi dî parole? 


( Nicole Schulthes ) 


Li + SUGGERIMENTI 4-0 pei piano 


- Tradurre in maniera spirituale da un lato, concreta dall'altro, 
1 fatto che un vellegrino debba liberarsi di tutto per cammi - 
NErTe è 


- Essere un viafgiatoresenza valige: ci trasciniamo forse dietro 
{41 nostro confort, le nostre antipatie, il nostro passato...? 


- Qual'è il progetto della nostra comunità? Dove celebreremo la 
Pasqua 7981? ( tenendo conto del desiderio e delle possibilità 
di ciascuno: alcuni andranno a Lourdes, altri festeggeranno Pa 
qua sul posto...) 


- Che nome dare alla nostra comunità? ( informarne il responsabi 
le per la regione o nazionale Ve 


ocelli 


10 


Sia che andiamo a Lourdes, sia che restiamo a casa, siamo tutti 
interessati al pellegrinaggio, prima, durante e dopo il suo svol- 
gimento... 


"La folla dei credenti aveva un cuore ed un'anima sola. Nessuno 
arteneva, ma tra loro tutto era comune"! 


chiamava suo ciò che gli a 
e IZ Atti 4,32) 


Camminiamo per vie assai differenti, ma domandiamo allo Spirito 
di Pentecoste di fare di noi, sempre di più, una sola famiglia, do 


ve ciascuno abbia il suo posto. 


Vivere in una comunità di cristiani è una missione, Come Vescovo lo 
dico a tutti voi: la Chiesa ha bisogno di voi, Fondate insieme co- 
munità che siano profonde, esigenti, che irradino l'amore di Gesù, 
comunità aperte allle altre comunità, alle parrocchie e ai movimen 
ti. Un giorno, ‘nella pienezza della luce, potremo vedere tutto quel 
lo che Dio ha scritto nel cuore delle persone ferite, la loro comu- 


nione all'amore di suo Figlio ed il loro irraggiamento missionario. 


Jacques Delaporte - Vescovo ausilàre di Nancy (Francia) 


alle comanità Fede e Luce della sua Diacesi. 


tI 


camminiamo In 


Un sacco portato in due è due volte 
più leggero; 
una gioia condivisa è molto più 
grande; 
le vacanze in solitudine sono tri 
8s+*. con degli amici sono una festa». 


La strada è lunga e più difficile 
per chi è solo... Camminare in comuni 
tà è incamminarsi insieme, è contare 
glì uni sugli altri, è camminare al 
ritmo dell'altro, ora più svelti, ora 
più lenti; P 

è mettere. în comune il proprio pic- 
nic, il buono e il meno buono, il sala 
to con lo zuccherato, il pane con il 
burroj 


è condividere il sorriso, la paro 
la, il gesto, la stanchezza, la soîfe 
renZz&ec00 


E' portare il sacco dell'altro,tal 
volta laaciare che l’altro porti il 
MiOs000 


E' accettare di rimettere in que- 
stione la strada che volevo seguire, 
è scoprire delle meraviglie sulle qua 
li, da goli, non ci saremmo fermati; 


e vivere insieme la presenza di Ge 
sù con noi, anche se, come i pellegri- 
ni di Emmaugs non lo riconosciamo. Ma 
noi lo sappiamo? "quando due o tre so- 
no riuniti nel mio nome, Io sono in 
mezzo a loro", 


( Paulette Feller - Lussemburgo ) 


rg i+_— 


Ira Ri dre 
SOA III di | 


comunita’ 


pet SELE ZIA HE Poi 


. = SUGGERIMENTI , ui iii ii iii 


Conosciamo il nome, il cognome 
sue pene ed i suoi interessi? 


Camminare in comunità: passare 
settimana, fare un ritiro, 


sieme la messa domonicale... 


Nelle prime comunità cristiane 


che modo nella nostra comunità cercheremo di 


tizione e questo recinroco aiuto fraterno?,.. 
anche tutti quei piccoli gesti 


il pellegrinaggio certo, ma 


e l'occupazione di ciascuno? Le 


insieme una giornata, 


una merenda in grupvo, ascoltare in 


. 


un fine 


tutto era messo in comune: 


vivere 


renderanno a ciascuno il cammino più facile. 


ne (inviti, decorazioni, canti, accoglienza, +..e)» 


BUON NATALÈ 


ues 


a 


cassa comune 


Dicembre '79: tra nualche giorno, NATALE! Questa festa verr 


preparata con gran cura dalla comunità, 
che ciascuno abbia qualcosa da fare durante ques 


facendo attenzione 
ta preparazio 


in 
spar - ta 
Der 
che 
è. 
à 
a 
i 
Pi 
" 
A 
+ 
Li 


GENNAIO 4989 


3. in comunità 
“accoglienti” 


® 
è 
© 
Rispondendo all'appello di Lourdes, sconriamo di avere le mani 
vuote e talvolta anche il cuore. Fecoqci riuniti così come siamo, 
senza maschere o etichette. Ma siamo abbastanza attenti agli altri? 
® 
"trratelli, non mescolate a favoritismi personali la vostra fede 
nel Signore nostro Gesù Cristo. Supponiamo che entri in una vostra 
è adunanza qualcuno con un anello d'oro al dito, vestito splendidamen 


te, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Voi guardate 


a colui che è vestito splendidamente e gli dite: "Tu siediti qui co 


modamente" e al povero dite: "Tu mettiti in piedi lì", oppure "Sie- 
diti qui ai piedi del mio sgabello" 


Non fate così dentro di voi un giudizio? Ascoltatemi, fratelli 


miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per far 


1i ricchi won la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli 


che lo amano?"" (Giacomo c,2, vv.1-5) 


i > rl i piece lol ll es osso i SS 


14 


’tutti” insieme 


Una delle preoccupazioni del 
le nostre. comunità è accogliere 
i fratelli feriti più gravemen- 
te e i più emarginati. 

Questa accoglienza incondtio 
nata contribuisce a fortificare 
la vita delle comunità perchs 
l'apertura alle persone più do- 
lorosamente colrite è sempre un 
appeliìo ad un'amicizia più pro- 
fonda tra ciascuno dei membri 
di questa comunità. 


Di recente abbiamo conosciu- 
to Sabina e con lei abbiamo vas. 
sato una settimana in campeggio; 
Sabina ha tredici anni, non vede, 
non parla, sente voco, cammina 
anpena, e comunica con il mondo 
esterno attraverso il tatto, Il 
suo viso, dall'espressione tene ‘© 
ra e mistreriosa, lascia però 7 
trasporite di tante in tanto sen 
timenti di tristezza e di gioia. 
Il campeggio vissuto con lei ci 
ha permesso di conoscerla meglio. 


Certo, c'è stato un po' di 
lavoro in piùs qualche ora di 
veglia s:pplementare, na quel 
la settimana vissuta insiem® 
è stata vissuta in maniera in 
tenca. A poco ‘a, poco ci siamo 
tecoperti" reciprocanente 


Sabina costantemente ci rivor 
tava all'essenziale. 
glieva la voglia di 
ci, non solo de le m 
cole difficoltì ineren 


ogni campegsio in montagna, ma 


anche dei problemi personali 
di ciascuno» 


La sua i ip 
è stata un alle 
tà della comunità; da 
no alla cera non facevamo nul 
la senza di lei, ed il suo po 


ste non era l'ultimo. Per mol 
ti è stato l’inizio di una 
conversione è e è 


(testimonianza italiana all'in 
contro di Bruxelles) 


- La nostra comunità è accogliente e attenta a coloro che sono isolati, 
specialmente i viù colvniti dall'handicap, sia che siano nelle loro fa 
miglie, o in istituto, o in ospedale psichiatrico? Si 


- Informare del progetto del pellegrinaggio o della celebrazione posqua 
le i responsabili della parrocchia, e vectere con loro se’ conoscono © 
persone con le quali sarebbe eventualmente bene entrare in contatto; 
lascia lora magari della documzntazione su Fede e Luce. 


- Alcuni di noi sarebbero pronti a suscitare un'altra comunità 


? 


BBRAIO 41980 


4 Ognuno ha il suo posto 
nella comunità 


Sono tornato stasera da una festa rYede e 
Luce... Tutte le nostre strade si sono in 
contrate; abbiamo partecipato ad una mes 
say ad una festa; siamo diventati una co 
munità cristiana... 
Cosa vwuol dire? 

Vuol dire che siamo invitati da Dio ad 
essere in comunione con Lui e il suo Ti- 
glio, in modo che diventiamo per gli al- 


Dio. 


Così io, sacerdote, nella comunità sono 
la prova che Dio invita sempre e tutti 
alla sua mensa; 

che Dio nou giudica nè condanna ma chia 
ma e accoglic; 

che Dio non fa differenza tra le persone 
ma le ama tutte allo stesso modo, guardan 
do solo il cuore» 


Così tu, mamma, nella comunità sei la pro 
ma concreta che Dio è per gli uomini come ura madre e vuole loro bene: 
"Cone una madre consola suo figlio, 
così io (=Dio) consolerò voi e sarete lieti..." 
(Isaia 66/13) 


Così tu, papà, nella comunità sei la prova concreta che Dio ama gli 
uomini come un padre: 
"To (=Dio) dicevo: come votrò annoverarti tra i miei figli 
e darti una terra dilettevole... Io pensavo: mi chiamerai 
Padre e non ti allontanerai più da me" (Geremia 3/19) 


Così tu, signora anziana, nella comunità sei la prova concreta che Dio 
ha molta esperienza e molta pazienza: 
"Tu, Signore, sei Dio mite e benigno, 
paziente, pieno di bontà e fedeltà!" (Salmo 86/15) 


Così tu,ragazzo, nella comunità sei la prova concreta che Dio ha sem- 
pre un cuore giovane e guarda sempre al futuro: 
"Davvero il Signore crea cosa nuova sulla terra!" 
3 (Geremia 31/22) 
"5cco,y To. (=Bio) faccio nuove tutte le’ cose!" 
(Apocalisse 21/5) 


15 


16 


Così tu, ragazca, nella comunità sei al prova concreta che Dio sa sor 
ridere agli uomini, 
pieno di tenerezza nel cuore e di bontà nello sguardo: 
"Allora Gesù, fissando il suo sguardo sopra di lui, 
lo amò..." (Marco 10/21) 
. 
Così tu, bambino o bambina, nella comunità sei la prova concreta che 
Dio ama la vita e la fosta è ne prepara una per tutti, . ) 
Tu, bambino, non trovi strana la convivenza tra tutti gli esseri: 
."xllora il lupo abiterà con l'agnello, Ù 
la pantera s'accovaccerà con il capretto; 
vitello e leone pascoleranno insieme, 
sotto la custodia di un piccolo fanciullo," 
(Isaia 17/6) 
Così tu, fratello handica»pato, nella comunità sei la prova concreta 
che Dio non è venuto tra noi in modo spettaccloso e imponente, 
ma nella povertà e nella semplicità: 
"Maria diede alla luce il figlio suo primogenito, 
lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mansiatoia, 
perchè all'albergo per loro non c'era posto," 
Luca 2/7) 


Mancherebbe qualcosa a 


d una comunità cristiana se non ci fossero 
tro adulti, anziani, 


den- 
giovani, bambini e fratelli handicappati, 
Ognuno, a modo suo, è per gli altri le mani, lo sguardo, il cuore di 
Dio che nella persona di Cristo ci ha amato concretamente con un cor 
po umano, mani umane, s 


» 
i 
guardo umanoy cuore umano.... 
"Come il cofpo infatti è uno solo, 


ed ha molte membra... 
Così il Cristo... 


Ora voi,(=i cristiani) 

siete il corpo di Cristo 

e sue membra, 

ogniuno secondo la propria parte," i 


(I Corinti 12/12 e 27) 


Michel Charpertier 


©: 


ULTIMO MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO I 
in 29-9-1978, GIORNO DELLA SUA MORTE 


"Chiediamo agli infermi e agli 


handicappati di capire quale 


importante parte essi abbiano 9 
\1/ 
| \\ È 
> 


nel viano di Dio e quanto l'e - 
| q aa we, [NF 
vangelizzazione dipenda da Î <a 
= pen 
loro..." 2; (a ce 


SUGGERIMENTI 


- I genitori, gli amici, le persone handicavpate sono presenti nella 
comunità? Hanno il loro spazio? Qual'è il dono particolare di 
ciascuno? Come scoprirlo? 


- Ogni anno, in occasione della Presentazione di Gesù al Tempio ( il 
2 febbraio ) le comunità si riuniscono per la Festa della Luce. La 
liturgia di questo giorno celebra Gesù, luce della nostra vita. 
Uno spettacolo o una veglia saranno preparati dalla cominutàì che in 
viterà in questa oècasionè dei nuovi amici, Il tema potrebbe esse 
re: la luce nella Bibbia ( Gonesi, Esodo, Natale, Purificazione, 
cieco nato, Resurrezione, Pentecoste, Gerusalemme celeste ), 


17 


18 


MARZO 41980 


Di Sono loro 
che ci uniscono 


e ci guidano 


" Dobbiamo ritornare ogni vol 
tay senza stancarci, verso la 
luce che riceviamo dai più 
piccoli e deboli, da coloro 
che la società rifiuta o igno 
ra e che sono al centro delle 
nostre comunità, Possiamo de- 
cidere di camminare insieme 
perchè loro sono presenti ed 
abbiamo acconsentito a met- 


terci alla loro scuola." 


( Mariangela Bertolini ) 


‘Una comunità si costruisce come una casa, con phetre di ogni genere. 
Ma ciò che tiene insieme le pietro è il cemento. E il cemento è fatto 
di sabbia e di calce, che sono materiali così fragili, Un colpo di 
vento e volano via, diventano polvere. Così nella comunità, ciò che 


ci unisce, il nostro cemento, è costituito da chi fra noi è più fra 


gile e povero," 


Didier 


(citato da Jean Vanier in "La comunità, luogo del perdono e della 


festa - ed, Jaca Book 1980) 


A 


19 


se AA e e ee E° _  —_____—_———_—» 


Spesso iniziamo con l'intenzione di aiutare gli altri, E poi ci ac- 
corgiamo di aver, noi, bisogno degli altri. In effetti ognuno dà e 
riceve. Fede e Luce ci rivela il paradosso delle Beatitudini: saco- 
prire la forza ed il tesoro celato in ognuno, anche il più piccolo 
e debole, 


. * x 
" Le membra del corpo che sembrano più deboli sono anzi più necessa 


rie. Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che 
ne mancava, perchè non vi fosse disuniane nel corpo, ma anzi le va- 


rie membra avessero cura le une delle altre." ( I Gorinti 12, 22-25) 


——_—__. ccreooeentt 


E' un punto fondamentale sapere che colui che è stato rifiutato 


porta in sè i semi della salvezza. E* lui che può guarire l'egoismo 


delle persone che si credono normali. Non è forse lo stesso rifiuto 


che ha vissuto Gesù? Colui che è stato rifiutato ci ha salvato. 


Perchè la persona handicappata è rifiutata? Le ragioni sono pa- 
recchie, il fatto è evidente. Nei piccoli villaggi africani, dell'In 
dia e in altre parti, quanto più si vive in maniera naturale e sem- 
plice, tanto più in generale si accoglie la persona debole; vi è tut 
tavia un'eccezione; talvolta si rifiuta quello che si chiama " il È 
pazzo "., All'opposto, quanto più una società diviene materialista, 
individualista e specializzante, tanto più la persona handicappata 
è rifiutata e messa da parte; e di ciò sono testimoni i nostri ospe 
dali e i nostri istituti, 


Invece, colui che viene rifiutato può divenire fonte di salvez- 


za, di unità, di pace. 5' fonte di salvezza perchè ci trasforma. In 


20 


sos. d—-_ — 


n n___r cc cm 


n — 


- — 


vece di estere persone che vogliono avanzare, guadagnare soldi e 28 


sere catturate da un mondo di normalità, noi possiamo scoprire, gra 
zie a colui che è rifiutato, un'altra cosa, cioè che lui cambia il 
nontro cuore, Così ci porta un mossaggio, ed anche la gioia. Ci fa 
Bcoprire un nuovo senso dulla vita, non nell'azione politica, ma nol 


l'incontro, nell'impegno comunitario, nella comunione dei cuori @ 


nella compassione. 


Non è facile entrare in relazione autentica con la persona hane 


dicappata; può darsi che ci cambi, ma è necessario che i semi del 


cambiamento siano giù presenti dentro di noi. Ed è qui che si ritro 
va, contemporaneamente in lui e in noi, questo bisogno di Gesù, del 
le beatitudini, dello Spirito Santo. E',in fondo,Gesù che trasforma 


4 nostri cuori attraverso le mani ed il volto della persona handicap 


pata. 


Jean Vanier 


SUGGERIMENTI 


- Nella ‘nostra comunità, chi, che coca ci unisce? Per 
chè e in che modo ci stiamo? 


- Sappiamo da dove viene ognuno di noi? 


- Sappiamo ascoltare nei nostri progetti e nei nostri 


scambi chi parla di meno? 


Esistono comunitì Fede eLuce simili alla nostra in 
una ventina di Paesi e tutte, per cammini diversi, 
si preparano al pellegrinaggio di Lourdes. Sarebbe 
ìntéressante localizzare su una carta geografica 


le altre comunità Fede e Luce nel nostro Paese e 
nel mondo. Perchè non fare un gemellaggio con una 
di esse? 


Seconda puntata del fascicolo 


Carissimo, 


questo è il secondo fascicolo del'numero giallo", ‘Insieme 
verso Pasqua 1981", che aiuta tutte le comunità Fede e Luce 


del mondo a camminare verso Lourdes. 


| Il lavoro di traduzione dal francese, di impaginazione for 
zatamente diversa dall'originale, con foto e disegni nuovi, ri - 


chiede molto tempo ed impegno. Per questo abbiamo dovuto pub 


v 


blicarlo a"puntate", inviandolo insieme al giornalino. Altrimenti 


sarebbe stato un opuscolo separato, venduto a parte...» 


Forse già immagini la conclusione del discorso..... SÌ, 


chiediamo a tutti quelli che possono, di inviare un contributo 
+ per questo numero speciale, come se fosse stata una pubbli - 


cazione indipendente dall'abbonamenio ad "Insieme", 


Vi ringraziamo di cuore, 


La Redazione 


PASQUA 1980 


CRISTO 
RISORTO 


[ea FAI 2 =, } P “E 5 
la Sg A et red 7 AR RA Tea LI ‘ i 
DEA % - 3 SER 4 DR 
E, ; “ 


23 


Qh 


" Io sono la Risurrezione, chi crede in me, anche se morto, vivrà." 
(Giov. 11,25) 

La vittoria di Gesù sulla morte può essere la nostra vittoria da oggi. 
Perché la Risurrezione di Cristo? Per la nostra propria risurrezione 
se, da oggi, noi accettiamo di vivere dello Spirito del Cristo risusci- 
tato, 

"Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amato, Da questo tutti ri- 
conosceranno che siete miei discepoli: dall'amore che avrete gli uni 
per gli altri." (Giov. 13, 34-35) 


Il cammino di Lourdes passa attraverso mille piccoli gesti, che lun- 
go i mesi e le settimane, esprimono il nostro desiderio di essere , 
malgrado tutto, fedeli al messaggio di Pasqua, 


"Se qualcuno mi ama, custodirà la mia parola,Mio Padre l'amerà 
e verremo a Lui e faremo presso di lui la nostra dimora ."(Giov.14,23) 


La chiesa avanza nel 
suo pellegrinaggio 
attraverso le perse» 
cuzioni del mende e 
le conselazioni di 
Die, annunciando la 
croce e la morte del 
Signore fino al gior 
ne della sua venutas 
La virtù del Signere 
risuscitato è la fer 
za che gli permette. 
di vincere cen la pa 
zienza e la carità © 
le afflizioni e le 
difficoltà che le de 
rivane contemporanea 
mente dall'esterne, e 
dall'interne e di sve 


lare fedelmente a tut 
to il mondo il mistere 
del Signore, ancora ay 
volte nell'embra, fino 


al giorne in cui, fi- 


nalmente, egli risplen 


derà nella pienezza 
della luce. 


Vaticane II, la Chiesa,1 


_ SUGGERIMENTI 


mi chami per nome 


Dupe la Resurrezione, Gesù 
rimase ancera in mezzo agli ug- 
mini, e diverse velte si presen 
tò ai suoi amici. 

Il gierne stesso della Re- 
gurrezione apparve a Maria Made 
dalena, vicine al sepelcre; ma 
nen fu ricenosciute subita da 
lei: nella sua disperazione, el 
la le ricenebbe sele quande la 
shiamò per neme. 


Spesso Gesù è vicine a nei 
e anche nei, come Maria Maddale 
na, nen le ricenosciame; siamo 
presi dai nestri prebleni, a vel 
te dall'angoscia, e non sentiamo 
la sua presenzae 


Eppure Egli ci chiama per- 
chè vuole che siame suei amici: 
cerchiame di sentire la sua ve- 
ce e senza paura chiediamegli 
di aiutarci a trovare la pace. 

Vaia mamma 


) Coda 


(sfata) 


- Se, pessibile, ritrevarsi nella comunità per partecipare 
alle celebrazioni pasquali in parrecchia. 


- Come Maria Maddalena, ciascuno di nei ha momenti di gran 
de dolere e di depressione in cui ci sentiamo abbandena- 


blaunsskiananà 


in che mede può aiutarci la comunità a ritrevare fede 


nella tenerezza di Gesù? 


- Gesù ci unisce, ci ama e ci insegna ad amare, Pensiamo a 
un piccole gesto di gieia, a un gesto di perdeno, ad un 
serrise, a Un fiore.o:.ec0s0000oe 


4a 


26 


e pi MAGGIO 1980 = 


f Lo Spirito Santo 
dono di Gesu risorto 


"Se lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in 
voi, allora Colui che ha resuscitato Gesù dai morti, ridarrà la vita 
anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in 


voi. 


Dunque, fratelli, noi siamo debitori, ma non nei confronti della car, 
ne per vivere secondo la carne, Infatti se vivete secondo la carne, voi 
dovete morire; ma se per mezzo dello spirito voi fate morire le opere 
del corpo, allora voi vivrete, Difatti tutti quelli che sono guidati dal- 
lo Spirito di Dio sono figli di Dio, Né avete ricevuto uno spirito di 
schiavitù per ricadere nel timore, ma avete invece ricevuto uno spi- 
rito di adozione, che ci fa gridare : "Abba!Padre!". 

Lo stesso Spirito Santo rende così testimonianza al nostro spiri- 
to che siamo figli di Dio. Figli, e quindi eredi; eredi di Dio e co- 
eredi di Cristo, se tuttavia soffriamo con Lui per essere anche glo- 


rificati con lui." 4 


(Romani 8, 11 - 17) 


‘a 


[o epico PO 


Ci dimentichiamo facilmente dello Spirito Santo. Conosciamo la 
Parola incamata, Gesù Cristo, Egli è il modello che cerchiamo 
Gi seguire. Lo Spirito Santo invece sembra silenzioso e inatti 
vo; non Lo conosciamo. Gesù parla, dorme, mangia, guarisce; Lo 
vediamo vivere nel Vangelo. Me lo Spirito Santo, invece, rima= 
pe invisibileo 

Ma Gesù non fà niente senza lo Spirito Santo, sempre presente 
Gesù è concepite dallo Spirito Santo; dal primo istante lo Spi 
rito Sento abita in Gesù e fa di Lui il Figlio di Dio» Durante 
tutta la sua vita terrena, Gesù manifesta l'azione dello Spiri 
%o Santo in Lui. I suoi miracoli, la sua forza e la sua parola 
provano che lo Spirito Santo dimora in Luis 

Perchè lo Spirito fosse diffuse e riconosciuto, Gesù ha dovuto 
andarsene, Allora i cristiani henno capito chi è lo Spirito San 
to e che è inviato da Gesù, E° Lui che darà ai cristiani la com 
prersione della Parola e la forza di affrontare tutte le diffi» 
coltà» 

Negli Atti degli Apostoli noi vediamo l'azione dello Spirito 
Santo: sono prodigi come le guarigioni o il coraggio ercico dei 
discepoli, ma sono anche le conversioni e il perdono dei pecca» 
tio 

La Chiesa vive dello Spirito Santo che è la sua anima e il suo 
respiro. Le dà la crescita e la guida "verso la verità tutta in 
fera" attraverso i conflitti che la minacciano nella sua stessa 
esistenza, Lo Spirito è la nostra forza. Quando siamo sommersi 
dalla sofferenza e dalle difficoltà, quando siamo tentati di ab 
bandonare tutto, lo Spirito dimora in noi. Se l'’accogliamo, ci 
renderà la forza, non solamente per noi, ma anche per gli altri 
perchè facciamo tutti parte del Corpo di Cristo in cui ogni men 
bro ba la sua importanza speciale. Lo Spirito Santo è presente 
nella persont più Handicappata e ci parla nel suo silenzio» B° 


27 


dd n 


presente nelle nostre comunità di Fee e Luce per risveglia 
re le nostre forze, per darci lagioia e far brillare la no- 
stra luce nell'oscurità. 


Jbrgen Hviid 
(cappellano internazionale di Fede e Luce) 


SUGGERIMENTI ________ iaia REATI LA 
- E° tempo di Pentecoste. Cerchiamo assieme le prove dell'azio $ 
ne dello Spirito Santo negli Atti degli Apostoli, 
- Tn che modo ha agito lo Spirito nella nostra comunità Fede e 
Luce? 
Qual'è la nostra relazione personale con lo Spirito Santo? 
Cosa sappiamo di Lui? 
Nella nostra comunità vi sono alcuni che non sono eresimati? 
Perché? 


[I TTL‘’‘LL LT EeleleéEIÌÉEÉImIW:WÒ:ÉE.}]},,, 


SEI GIUGNO 1980 


8 Nutrirsi di Gesu LI 
attraverso la Parola 


* Come infatti la pioggia e la neve 

scendono dal cielo e non vi ritornano 

senza avere irrigato la terra, 

senza averla fecondata e fatta germogliare, 

perché dia il seme al seminatore 

e pane da mangiare, 

così sarà della parola 

uscita dalla mia bocca: 

non ritornerà a me senza effetto 

senza aver operato ciò che desidero 

» e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata, 
Csaia 55, 10 - 110 


——______________— 


&: 


30 


"Aprite, spalancate le porte al Cristo. Permettete a 
Criste di parlare all'uomo, Lui solo ha parole di 
vita, sì di Vita Eterna" 

(Giovanni Paolo II°) 


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v 


“Una parola che va al cuore, 


Secondo l'espressione di SoGiovanni, è Gesù, il Verbo di 
Dio fatto carne, cheè "Parola di Dio". E laChiesa dice a 
sua volta questa parola ad ogni generazione, fedele al 
messaggio ricevuto di insegnare a tutte le nazioni. 


Questo messaggio può prendere diverse forme: parola o ome 
lia del pastore detta al popole di Dioj parola profetica 
di coloro che, con la loro vita, rendono testimonianza al 
Vangelo; parola dei genitori oggi, dei catechisti che di 
età in età dicono la fede che hanno ricevuto; parole di 

speranza di coloro che sanne incontrare i poveri e gli af 
flitti, tutte parole umane che fanno eco alla Parela di 


Dide00e 


Se la Chiesa un giorno tacesse, sarebbe per costrizione: 
la Chiesa detta del "silenzio" sa ancera trovare la via 
dei cuori. Perciò è opportuno che in questo monde di rumo 
re e di furore, Ella ci richiami al silenzio, affinchè 
sotto l'azione delle Spirito Santo ciascuno possa percepi 
re nel suo cuere la voce settile della Parola misteriosa, 


E* nella Chiesa come edificio che la comunità ascolta il 
più delle volte la Parola di Dio: sia queste un invite a 
rileggere questa parola a caga, individualmente o in fa- 
miglia, Anche le piccele comunità costituiscone un am- 
biente privilegiato di condivisione e di scambio: poichè 
la parola di Dio ci è data per grazia, è un tesoro spiri 
tuale che è bene condividere. AbbE M.Havard 
(Cantieri del Cardinale no66) 


-—_ SUGGERIMENTI - —] <a iunn ee aerciser re sa 


* - La comunità sceglierà una parola del Vangele che alimen 
terà la nostra vita spirituale nel cersa del mesee 


-— Ciascune petrebbe comunicare la frase del Vangelo ehe 
gii parla in mode particolare, ® un atteggiamente di 
Gesù che l°ha più celpite? - 
Quali sene 1e parele, i gesti, i esnti che permetterati 
ne di nen escludere nessuno da questa partecipazione i 
della Parola? 

|_<’‘—’1—1—L_’—y6Òr__Èm_gg19g99t 9 9... 19191919 ...c1u.r[rr.1, g-r13--—o 


32 


MMI LUGLIC 1980 


9 Nella preghiera 
personale 


Mesi d'estate. Tempo di vacanze per gli uni, 
Ci sono quelli che partono e 
vita che continua. 


di lavoro per gli altri. 
quelli che rimangono. Ma per tutti è la 


L'estate favorisce gli incontri. Volti nuovi, amici di un giorno. Le 
nostre strade si incrociano. 


"_Io sono la Via, la Verità, la Vita . . sn 

_ _——_T — i, 1a venta, ta Vita , , 

Questa tappa della nostra preparazione ci renderà ancora più atten- 
ti alla preghiera personale. Nelle nostre giornate, conserviamoci 


degli spazi di silenzio, Nelle pinete, o altrove, non abbiamo paura 
di consumare del tempo per Dio 


CORTI 


| 
LI 
J 
i 


LI 


e ‘I LT‘([LLLWYUTtTtHtHttHt....[l[9lLIOGeeiioOoooi 


Meglio pregare con il cuore senza trovare le parole adat 
te piuttosto che trovare le parole ma non mettervi il pro 


prio cuoree Ghandi 


"Io sono la vite; voi siete i tralcio 
Chi rimane in me come io in lui, porta molti frutti; per 
ché senza di me voi nen potete fare niente". _ 
Giovanni 15,5 


Rimanere în Criste, ecco il fondamento di ogni comunità 
cristiana ey a maggior ragione, delle comunità "Fede e 
Luce". Sì, quando nei ci mettiamo in attitudine di silen 
zio e dimentichiamo i nostri progetti, le nostre preeccu 
pazioni, per essere attenti a Gesù che dimora in noi, lo 
Spirito di Gesù ci intreduce nel cuore stesse della vita 
trinitaria. Noi diventiamo capaci di amarci scambievol= 
mente, dello stesse amore cen cui il Padre ama il Figlie 
e il Figlio ama il Padrescsse. ma osiamo crederci? 


Accettiame di lasciarci condurre dalle Spirite al deser 
to, ascoltiamo il Padre nostre che ci parla al cuore, e 
gli ci sedurrà e noi sareme riempiti dal sue amore. Non 
più contare sulle nostre proprie ferze, ma accettare ad 
egni istante di ricevere la Vita da un Altre. Accettare 
che Gesù, deno dell'amore del Padre, divenga Vita della 
nostra vitae 


Se noi viviamo questa intimità cen il Signore, imparere 
mo a distinguere la Sua Volentà, e a lasciarci muovere 
dal Suo Spirito. 


Beatrice de Muydler (Belgio) 


33 


a Navoro, mu, rn 


ad apre Ne OA sla lle io vw Wta 


AGO por Ar TUoTUvt 
a cartone n mezzo al Troppo, 
a sapa umane do parlo oe nuo du cana a 
i Mono al ppaglall. odi avivo al ua pro, 
a, non Mar Tui quonco I Tauupo Q Ludo, 
au NOn Dastianme Mamone da goal quolilhaui , 
uu Q Uine peuzaL lane ploue ) 


a napm dal 
Lunga degl. ob s 


A 
Qu Men ALLO MN 


P. 


"o og du muovo, Na gue pAYUO possi ‘ 4 


CRONO 


Quando ego 


Una denna che viwe in una 
baraeca cen nove bambini, 
diceva a propesito della 
preghiera: "Quande prego, 
e dice delle preghiere 
een delle parele imparate 
sente che eiò non bastao 
Allera ie parle a Die cen 
parele mie, ma sento che 
nen va nemmeno questo. 
Allera, parle cen il mie 
cuere, e sente ancora che 
queste nen è sufficiente 
c0006 allera, prege cen 
il silenzie". 

P.Jacques Leew 


_ SUGGERIMENTI * ag E Meier 


- Che pesto diamo alla preghiera nelle nestre giernate? 
Per egnune, la preghiera può rivestire delle ferme te 
talmente differenti: messa, preghiera a cominciare dal 
Vangele, nei Geveri quotidiani, momente di silenzio, 
aderazione e lede del ereatore durante le nestre pase 
seggiateo c'o 


- Quande siame divisi, la preghiera è il nostre legame 
invisibile. Pensiamo alla preghiera del Mercoledì che 
è al tempo stesso individuale e comunitaria. (i mem- 
bri di Fede e Luce hanno in effetti scelte queste 
giorne della settimana per ritrovarsi spiritualmente 
malgrade la distanza, per pregare in un sele cuere, 
ledare Die, pertare i pesi gli uni degli altri), 


firmenrizinani ° 9908 È 


i JO nella o (ID O 


preghiera comunitaria 


Padze nostzo 
che sei nei cieli, 
sia santificato i? tuo nome, 
| venga il tuo zegno, 
sia fatta la tua volontà, 
come in cielo così in tezza. 
+ ‘dacci oggi il nostzo pane quotidiano, 
zimetti a noi i nostei debiti, 
come noi li zimettiamo 
ai nostzi debitozi, 
e non ci induzze in tentazione, 
ma €libezaci dal male 


38 


Mora Aepanone wai preghiena e Vila. 


I laici debbono utilizzare i nutrimenti spirituali (preghie- 
ra, liturgia, sacramenti) comuni a tutti i fedeli, in modo che 


soddisfacendo perfettamente gli obblighi del mondo nelle situa- 


on separino l'unione col Cri - 


zioni ordinarie dell'esistenza, n 
sto dalla loro vita, ma crescano in questa unione compiendo i 
loro doveri secondo la volontà di Dio. 

In questa maniera i laici progrediranno in santità con 
ardore e gioia, sforzandosi di superare le difficoltà inevita- 
bili con prudenza e pazienza, Né la preoccupazione della lo- 
ro famiglia, né le occupazioni temporali debbono essere estra- 


nee alla loro preghiera e alla loro spiritualità, secondo la 
parola dell'apostolo:"Tuito quello che Voi fate, in parole ed 


opere, fatelo in nome del Signore Gesù Cristo, rendendo gra- 
zie per mezzo di Lui a Dio Padre". ( Col.3,17) 


Una tale vita di preghiera esige un continuo esercizio di 


fede, di speranza e di carità, 


Vaticano II 


( Apostolato dei laici N.4) 


>: 


i OUOgerimenti i o ju 


PPLGARE 
INGILME 


La preghiera in comunità è un nutrimento importante, 
Una comunità che prega insieme, che entra nel silenzio e 
adora, si salda sotto l'azione dello Spirito Santo. Il gri- 
do’ che si alza dalla comunità è ascoltato da Dio in un mo 
do. tutto particolare, Quando si chiede insieme un dono a 
Dio, una grazia, Dio ascolta e ci esaudisce, Se Gesù ci 
ha detto che tutto quello che si domanderà in suo nome , 
suo Padre ce lo accorderà, a maggior ragione, io penso 


quando lo domanda una comunità, 


Forse non siamo ancora abbastanza semplici, abba- 
stanza bambini. Talvolta nelle preghiere comunitarie si 
gira un pò a vuoto, E' un peccato che non si utilizzino 
abbastanza i bellissimi testi della Chiesa, che non si co 
nosca meglio la Sacra Scrittura, E' vero che qualche 
volta il testo preordinato forse perde un pò del suo sa- 
pore se viene utilizzato tutti i giorni, Ma anche quello 
spontaneo può perdere un pò del suo sapore, Bisogna 
trovare un'armonia tra i testi che la tradizione ci of- 


fre e la preghiera spontanea che sgorga dal cuore, 


Jean Vanier 
(La comunità luogo di perdono e di pace) 


- La preghiera è uno dei tre tempi dei nostri 
incontri? 
- Essa si esprime in modi diversi: silenzio...; 


canti, musica,.,ygesti.,,ya partire da testi oppure in 


modo spontaneo,,,E' un tempo forte a cui ognuno par- 


tecipa con quello che apporta e quello che vi trova? 


39 


40 de 
a \ul 

© n 

Compiendo \S 


la volonta del Padre 


"MIO CIBO E' FARE LA VOLONTA' DI COLUI CHE 


MI HA MANDATO E COMPIERE LA SUA OPERA" 
(Giov, 4,33) 


Nella mia casa 


"Mi applicavo sopratut- Un'anima semplice è quella che, 
nel fondo di tutto ciò che avvie 
ne, sa scoprire, adorare ed a- 
tù, non essendomi facile pra mare la volontà di qualcuno che 
ci ama, Una vita semplice è una 
vita che scorre in unione di fe - 


to a praticare le piccole vin 


ticare le grandi, così mi pia 
ceva piegare i mantelli dimen de con questo amore, 
ticati dalle sorelle e render ; 
. Augustin Guilleran 
loro tutti i servizi che pote- 
vo" .(Cfr.Teresa di Lisieux: 


manoscritti autobiografici.) 


Mentre cerco di scrivere Loic è qui accanto a me e bisogna 


stare con tanto d'occhi.. .perché non getti per terra la pianta ver 


de torcendosi dal ridere, o non tiri con ostinazione il mio foglio 


di carta per strapparlo con evidente soddisfazione! 


Dio mio! Quella frase di Teresa di Lisieux cade a proposi- 


to sotto i miei occhi per ricordarmi anche io che sono chiamata ‘ 


all'Amore, e che questo non si vive a colpi di grandi virtù, ma 


attraverso tutte le piccole cose quotidiane: quel bel vasetto, 4 


cui tengo, mandato in briciole dalla mano di Loic, quella perso- 


na che bussa alla porta proprio nel momento in cui gli do da man- 


giare ( e so che si arrabierà se lo lascio solo); quei conti che 


Pr* 


47 


non riesco ancora a finire perché bisogna cambiarlo; quella notte 

quasi in bianco perché Loic ha mal di denti; qull'inquietudine per 
nio ‘figlio grande che non si adatta ad un istituto specializzato; e 

quella solitudine che non finisce più dopo la morte di mio marito.. 
Un momento di impazienza: voglia di gridare, non è giusto, "il 


bicchiere è colmo"! 


Eppure, bisogna ben raccogliere quel vaso rotto, andare ad 
aprire la porta, cambiare Loic, calmarlo e consolarlo, telefonare 
al medico che segue Taddeo, vivere completamente sola nella sera 
che comincia, Allora perché non farlo col sorriso? Oppure se è nel- 
le lacrime almeno lamentandoci sul cuore di Dio, ma a bassa voce, 
come bambini? Ognuno di questi gesti così piccoli, così modesti può 
diventare eternità se lo faccio con amore: raccogliere con cura 0- 
gni briciola di vetro rotto perché nessuno si tagli, aprire la por- 
ta con un sorriso per accogliere colui che bussa ed invitarlo ad 
assistere al pasto di Loic; vederlo ridere di felicità sotto la doc- 
cia, combattere con tutte le mie forze e tenacemente contro la sua 
sofferenza che non vuol cedere; prendere appuntamento col medico, 
leggere un buon libro per passare questa serata solitaria; sì, tutto 
questo che vivo nella mia casa sulla terra, per farne un cammino 
verso la SUA CASA, il cammino dell'AMORE, dove Dio mi aspet- 


ta. 
Una mamma 
Camille Profittie (Francia) 


P.S. Loic si è "sporcato" proprio in questo momento, è l'ora di 


mettere in pratica quello che ho appena scritto, 


" Dobbiamo saper fiorire là do- "Signore, accettami così come 
sono, con i miei difetti, con 

le mie debolezze, ma fà che 

possa divenire come tu vorre 
sti che io fossi" 


ve Dio ci ha seminato" 


(S. Antonio) 


(Giovanni Paolo 1) 


42 


Ad 0 


cd ui voli ao pifoov rig Mal ba 
L'incontro con la volontà divina, cosi come la gioia 


"di 


ni stan 


vir 


essere e di vivere, non si possono incontrare al di fuori del 


momento presente, 


SAY Giffo £ “feat 15 tIESI 01 BILI 


Îl vivere nél momento presente 
porta con' sé i mi; ib su E 
nell'ora della preghiera;# ‘* 
il raccoglimento in Dio,i i» 
nell'ora del lavoro; ERSU 
il coraggio’ e l'opera ‘ben ‘eséguità, 
nell'ora dell'ospitalità”, '** 
‘l'arcoglienza di ‘ùn' core ‘aperto, 
nell'ora della convergazione' 
col tuo fratello, up Dr: 
la presenza di un'amicizia attenta, 


bia 
Liz di 


nell'ora della croce, ! 
la pazienza *iena di speranza, 

ad ogni istante ; Lug 16 tito 
quella parte. di gioia .....) |. ina Eos 4 
messa da Dio Dilisne giloge AGI 


in tutte le cose di quaggiù, 


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Uné Voillaume”' + | 
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ws) i SUggerimettit zz ca cefoc Cod na e dem = a E 


} N è | 
ix \che modo riconoscere la volontà di Dio nei miei con- 


fronti, al momento attuale? Viverla attivamente, amarla, nutrire 


mene, su 


» In che modo rispondere, nella comunità, & ciò che Dio, 


| nostro Padre, si afpettà da noi? di 
| | [© dhbdbrrrrtrtrt'tt'ttt e i eee oeoeoem"mummqmMNm mq Tegqg«ou«x—*EVOMMMC0Ca On 


Cl 


(tt NOVEMBRE 1980 ATL 


12 Conisanti — i 
cs 


n E, ESS - Li - 


», 277 


Q_-7 _D 


Al punto di partenza della nostra strada, c'è una promessa: "Renderò 
la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e la sabbia del mare" 
(Gen.22,17). Questa parola di Dio ad Abramo trova il suo compimento in 
Gesù Cristo, In lui, la folla immensa descritta dall'Apocalisse diventa una 


sola famiglia, il popolo di Dio. 


"Io vidi una folla immensa che nessuno poteva contemplare, di tutte 
le nazioni, di tutte le tribù, popoli e lingue, in piedi davanti al trono e 
davanti all'Agnello, con vesti candide e palme nelle loro mani. E gridava 
no con voce potente dicendo: la salvezza è del nostro Dio che è seduto in 


trono, e dell'Agnello." (Apoc.7,9-10) 


Popolo in cammino verso il Regno, La festa d'Ognissanti, risveglia 


la nostra speranza mostrandoci la meta del cammino, 


"Non avranno più fame, non avranno più sete e il sole non li op - 
primerà, né alcun calore bruciante. Perché l'Agnello che è sul trono li 
farà pascolare e li condurrà alle sorgenti dell'acqua viva, E Dio asciu- 


gherà le lacrime dai loro occhi." (Apoc.7,16) 


44 


Francesco era cieco 
quando compose il Cantico 
delle Creature nel quale ci 
insegna a cantare il Sole 
anche quando non lo vedia- 
mo, ,.,la sua gioia non era 
la soddisfazione di colui al 
quale tutto va bene, 

A volte, anche noi non 
vediamo più il sole perché 
siamo resi ciechi dalla ma - 
lattia o dalla disperazione . 

Che questo pellegri - 
naggio Fede e Luce ci por 
ti tutti verso questa luce 


che ci chiama! 


Mariangela 


"Buona a niente" 


Malgrado la differenza di linguaggio, il messaggio di Bernar- 
detta è sempre attuale, Anche oggi può aiutare il pellegrino a sco- 
prire che anche se si ha l'aria di essere buono a nulla, si ha sem 
pre qualche cosa di insostituibile da dare, 

"Sempre all'infermeria, sempre buono a niente"...Il Signore 
ha fatto bene a non lasciarmi la scelta del mio genere di vita , 
Certamente non avrei scelto questa inattività a cui sono ridotta,Mi 
sarebbe tanto piaciuto avere un servizio.,.,.le mie armi sono la pre 
ghiera e il sacrificio che avrò fino al mio ultimo sospiro.Allora la 
arma del sacrificio cadrà, ma quella della preghiera mi seguirà in 
cielo, dove sarà più potente," 


Bernadette 


A 


. tom È 
D. 


Signore fà di me uno strumento della tua pace! 

Là dov'è odio, che io porti l'amore, % 
Là dov'è offesa, che io porti il perdono, 

Là dov'è discordia che io porti l'unione 

Là dov'è l'errore che io porti la verità 

Là dov'è il dubbio che io porti la fede 

Là dov'è disperazione che io porti la speranza 

Là dove son tenebre che io porti la luce 


Là dov'è tristezza che io porti la gioia. 


O Maestro, che io non cerchi tanto 
di essere consolato ma di consolare 
di essere compreso ma di comprendere 


di essere amato ma di amare 


Perché, 
è donando che si riceve 
è dimenticando se stessi che ci si ritrova 


è perdonando che si è perdonati 


è morendo che si resuscita alla Vita eterna! 


46 


I Santi ? 

Degli uomini, delle donne 
Giovani o..,meno giovani 
grandi o piccoli 
Barcollanti o arditi 


Come te 
Come me 
Ieri o oggi 


Il cesto del loro cuore 
Era pieno di fiori 
Rituttizi coulori 
Come l'arcobaleno 


Ma le foglie di ogni giorno 
Nascondevano le spine 
Che ferivan la loro linfa d'amore 
E facevano sprizzare 
Dalle loro lacrime il sangue 
Come quando tempeste e uragani 
Fanno piangere le nubi, 


K 


Camminavano nella vita 
Curvi sotto il peso dei pensieri 
Come te 
Come me 
Teri o oggi 


Non guardavano la punta dei piedi 
Ma ‘l'iviso del viandante incontrato 
"Sei felice?Malato? Corrucciato? 
Hai fame e sete di ricchezza ? 
O di amicizia? 
Non ho gran che da darti 
Ma quello che ho 
Senza rimpianto 
A sazietà te lo do, 
Un briciolo di gioia 
Che chiede il tuo cuore 
Eccolo e un pò d'amore 
E danziamo Tra-la-la,,." 


pd 


I Santi? 


Apparenza: non ne avevano 


Come te 
Come me 
[eri 0 oggi 


Ma andavano per la loro strada 
Spingendo sempre avanti 
Lo sguardo, il sorriso, le mani 
Allerti e gioiosi 
Malgrado il peso del corpo 
Del lavoro 
Delle notti 
E della loro fame 
Come te 
Come me 
leri o oggi 
E' sicuro? 


* 


Alla svolta della via 
Il grande incontro 
"Dammi la mano 

E vieni, 
Lascia là il fratello 
E'finito l'andare 
Solo i gioielli del cuore 
Faranno il peso della gioia 
Tu l'hai colmato 
Di quel che hai dato 
Senza contare 
Lungo tutti i giorni 
Tutto si è racchiuso 
Nel segreto 
Del tuo amore," 


Se ne sono andati 
Senza paura e rimpianti 
Alla porta dorata 
Dell’ eternità, 
Come capiterà 
Per te 
Per me 
Oggi o domani 
E' sicuro, 


Ma i tesori di servizio e amore 
Erano così pesanti 
Che cadono ogni giorno 


tp ;Apik::r-_eeee.r - r——=..M4h.. 


47 
Pioggia di rosa e di luce Tendi le mani 
Sui pellegrini della terra è... Verso Colui, che domani 
Quale domani? 
Alla svolta della via 
Ti aprirà le sue braccia 
E ti mostrerà 


Non guardare la punta dei piedi Il tuo posto 
Ma tieni il tuo sguardo alzato Nell'immenso spazio 
Per ‘incontrare il cuore Dove sono radunati 
Del viaggiatore sviato Di bianco vestiti 
E dirgli come le guide I santi illuminati 
Che ti hanno preceduto Che sono già arrivati 
"ei felice, malato? Corrucciato? A1 regno di eternità 
Non bo gran che da darti 
Ma ece e vedrai" Allora canterai 
ALLELUIA ! 
Se ciò ti costa Ma abituati a cantare 
Fà la caccia al dubbio Fin da ora 


Alza la testa 
Canta la tua canzone 
Malgrado la punta delle spine 
E le tenebre che ti addolorano 
Non lasciare di sorridere 
E la mano non chiudere 
Continua a comminare 
La strada mon 1as 
Perché ieri noh ritorna 
E domani ti aspettao 


I î 
I _ T santi hanno cercato di dire "sì" a Dio. Questo ! 
I usi" è fatto di gioia ma non è evidente a prima 
I vista, Cesù chiama ciascuno di noi a pronuncia» | 
I re questo "sì". Cercare come il santo scelto dal | 
I la comunità o un 'santo da noi preferito, ha rispo | 
| sto "sì" a Dios Al 
I I 
I I 
I | 
I I 
Ul 


- OGNISSANTI: FESTA DI TUTTI I SANTI 
La gioia di tutti non è possibile che quando il 
dolore di ciascuno è stato preso sul serio. 


48 EEE DICEMBRE 960 , 


13Con 
Maria 


Sei mesi dopo, l'Angelo Ga- 
briele fu inviato da Dio in una cit- 
tà della Galilea, chiamata Nazaret, 
ad una vergine promessa ad un uo- 
mo di nome Giuseppe, della casadi 
Davide. Il nome della vergine “era... 
Maria.L'Angelo, essendo entrato 
da lei, le disse:"Ave, o piena di 
grazia, il Signore è con tel".Tur 
bata a queste parole, ella si do - 
mandava che cosa significasse un 


tale saluto, Ma l'Angelo le disse: 


"Non temere, Maria, perché tu hai 
» 


trovato grazia davanti a Dio,Ecco, 9 


Ca 
de fc si 


tu concepirai nel tuo seno e darai 
alla luce un figlio, a cui porrai nome Gesù; egli sarà grande e verrà 
chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Iddio gli darà il trono di Da 
vide, suo padre, e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo 


regno non avrà mai fine", 


+. 


Allora Maria disse all'Angelo:"Come potrà avvenire questo, se 
io non conosco uomo?". L'Angelo le rispose:"Lo Spirito Santo verrà 
sopra di te e la potenza dell' Altissimo ti coprirà della sua ombra:per 
questo il bambino che nascerà; sarà santo e sarà chiamato Figlio di 
Dio.Ecco, Elisabetta,tua parente, ha concepito anch'essa un figlio nel- 


la sua vecchiaia, e colei che era chiamata sterile è nel sesto mese ; 


perché niente è impossibile a Dio." Allora Maria disse:" Ecco l'an- 
cella del Signore: si faccia in me secondo la tua parola". E l'Angelo 


si partì da lei, 


( Luca 1, 26-38 ) è 


49 
Mio MAESTRA DI i, NZA 


Lourdes si lascia scoprire a poco a poco. Per prima cosa si 
vede solo la roccia. Dura, compatta, massiccia, dominata dalla Chie- 
sa. Poi avvicinandosi, si scopre la breccia: nascosta, profonda,mi 
steriosa, Non si sa fin dove arriva. 

Non esiste montagna che non ospiti qualche crepa. E' in que- 
sta fenditura che la "Signora" è apparsa a Bernadette. E' la che 
ella l'aspettava, E' la che Ella le ha chiesto di avvicinarsi senza 
avere paura, poi di scavare, di scavare ancora, ,.per far zampil- 
lare la sorgente. 

Ognuno di noi può ascoltare questo appello di Maria nei suoi 
incontri di tutti i giorni, in famiglia, al lavoro, a "Fede e Luce" 
o altrove, Tocca a ciascuno rispondere a questo appello con un 
pellegrinaggio nella vita di tutti i giorni, che preparerà l'incontro 
dei paesi nel 1981. 

Ci vuol tempo per scoprire la fragilità di un cuore di carne 
dietro un cuore di pietra, E' difficile mettere a nudo la spaccatu- 
ra che esiste nel più intimo di ciascuno di noi. Mondo di tenebre 
di blocchi e di paure, 

Tuttavia è là che Maria ci aspetta un giorno dopo l'altro,nei 
mille piccoli gesti che compongono la trama della nostra esistenza, 
Ella ci precede in tutte le nostre incrinature, Nessuna le è estra- 
nea dal giorno in cui la folla sì è impadronita di suo Figlio urlan- 
do "A morte !". 

Ella sposa la forma delle nostre ferite per accogliervi la ris- 
posta di Dio al grido della nostra debolezza. Ecco perché Ella è 
Maestra di Speranza, Non c'è spaccatura dalla quale Ella sia as- 
sente e in ciascuna Ella chiama Colui che "muta la roccia in sta- 


gno e il ciottolo in fontana". 


Louis Sankalé 


( sacerdote) 


È O e a O 00% 
Prega re il Vangelo: 8 E 


IL ROSARIO Sg” 


Sullo sfondo delle parole "Ave Maria" passano davanti agli occhi 
dell'anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo, Sono i 
misteri gioiosi, dolorosi e gloriosi che ci mettono in comunione 
vivente con Gesù attraverso il cuore di Sua Madre, Al tempo stes 
so, il nostro cuore può nelle decine del Rosario cogliere tutti gli 
aspetti di quella che è la vita dell'individuo, della famiglia, delle 
Nazioni, della Chiesa e dell'umanità; le situazioni personali, quel- 
le del prossimo e più specialmente di quelli che sono vicini a noi 
e a cui siamo più legati, Così la semplice preghiera del Rosario 


batte il ritmo della vita umana, 


Giovanni Paolo II 


( Angelus del 29 Ottobre 78 ) 


— duggormenti. Sip es i rp lai LO 


Cercare attraverso i vari avvenimenti della vita di Maria 
nel Vangelo ciò che Essa ci vuole dire, specialmente in questo 


periodo di Natale, 


Il nostro cammino in comunità è fatto in compagnia di Maria, 


trovare un modo pratico di esprimerlo.,....... 


=" _— 


CA 


Sul tema di Natale fare scambi con la comunità con cui ab- 


biamo un gemellaggio ( canti, poesie, cassette, dischi, biglietti 


di auguri. .......) 


Ricordo un ragazzone che 
frequentava un liceo. I compa- 
gni gli dicevano:" Che cosa ti 
dà in più il pregare la Madon- 
na? Non sei più furbo di un al- 


tro." Ed era vero, ma lui ris- 


pose:"Non mi dà niente di più, 


è vero, ma mi cambia tutto!". 


Se vivremo con Maria, 


lei ci trasformerà in Gesù; en- 


treremo nel Regno e vi trovere- % è 
a 


mo la pace, 


Padre Lochet 


® | 


VE GENNAIO 1051 


| 14 Nell’Eucarestia 


“Venite a me” 


Io sono il pane di vita: chi viene a me non avrà più fame, 
chi crede in me non avrà più sete in eterno (Giov.6,35). 


Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed io 
vi darò riposo. (Matt.11,28). 


Venite, tutto è pronto. 


L'Eucarestia, pegno per la Festa Eterna 


[ responsabili e gli animatori delle comunità cristiane non 
temano d'insistere in ogni momento sulla fedeltà dei battez 
| zati a celebrare nella gioia l'Eucarestia domenicale.Come si 
potrebbe trascurare questo incontro, questo banchetto che il 
Cristo ci prepara nel suo amore? La partecipazione sia nello 
stesso tempo degna e festosa! E' il Cristo, crocifisso e glo 
rificato, che passa in mezzo ai suoi discepoli, per trasci- 
narli insieme nel rinnovamento della sua resurrezione. E' il 
culmine, qui in terra, dell'Alleanza d'amore tra Dio e il sw 
popolo: segno e sorgente di gioia cristiana, pegno per la Fe 
sta Eterna. n 


Paolo VI 


COME QUESTO BAMBINO 


Nell'Eucarestia, Gesù si presenta a noi come colui che non 
fa"! niente, non parla, non risponde.Prima ancora di prens 
dere e mangiare, prima di "fare memoria di Lui" bisogna ac 
cettarlo nella sua realtà: Egli è la. Come questo bambino, 
che mi è donato e che sembra non comprendere nulla e che 
non potrà fare mai niente, io lo ricevo perchè egli è là, 
presenza reale, realtà presente, e, perciò stesso, vivente. 
Egli è figlio di Dio e io mi aggrappo a questa realtà. 
Ecco perchè l'Eucarestia è così importante, per noi che ci 
lasciamo formare dai nostri fratelli feriti. Scopriamo che 
prima di agire, bisogna essere, e che prima di donarsi bi- 
sogna ricevere. 


Padre Andrea Roberti 
(Belgio). 


E li pren sini 


"luogo del ringraziamento, 


tra il nutrimento comunitario e il nu 


Ciò che fa da lepame 
trimento persorale, poichè è contemporaneamente l'uno e l'a 


tro, è l'Eucarestia. L'Eucarestia è la celebrazione, la fe 
sta comunitaria per eccellenza, perchè ci fa rivivere del 
mistero di Gesù che dona la sua vita per noi.E' il momento 


in cui tutta la comunità rende grazie. Per questo dopo la 


consacrazione il sacerdote dice: "Quando noi saremo nutri- 


ti del Suo Corpo e del Suo Sangue e ripieni dello Spirito 
Santo, concedici di essere un solo Corpo e un solo Spirito 
nel Cristo". L'Eucarestia è il momento centrale del miste- 
ro della comunità. 

Ma è anche un momento intimo in cui ognu 
mato dall'incontro personale con Gesù. 


no di noi è trasfa 


Jean Vanier 
(1a Comunità luogo di perdono e di festa) 


—  - 2-1 


- —Sagg.siusnti — — — — — 


Î - Cercare nel Vangelo i brani che mostrano il desiderio di | 
Gesù di venire in noi (in particolare S.Giovanni cap.6°) 


| - Come sensibilizzare le assemblee parrocchiali all'accoglien | 
za di persone handicappate mentali? (per aiutarci: film Fe- 
| de e Luce, numero speciale sulle comunità Fede e Luce). Î 


y - Importanza della preparazione alla prima Comunione.Questo 

| si fa nell'ambito familiare e parrocchiale; hei paesi do- | 
P ve esiste una catechesi specializzata, è importante resta- 

! re in contatto con i suoi responsabili. ) 


30 


eee E BBRAIO 1981 


15 Nell Eucarestia 


testate In me” 


GHT MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, RIMANE IN ME 
ED IO IN LUI. (Giov.6,56) 


Chi mangia me vivrà grazie a me. (Giov.6,57). Il nostro lin- 
guaggio è a volte ambiguo e una stessa parola può avere dei 
significati molto diversi; perciò è necessario porre la pa- 
rola nel suo contesto per comprenderne il pieno significato. 


Ci sono parole, come nutrimento, nutrirsi, mangiare, che Han 
no un significato molto chiaro nel toro uso quotidiano, ma — 


che esprimono tutta un'al!nn roslià, nello stesso tempo simi 
le e differente, quanda noi parliamo detl'Kucarestia. = 
Quando mangio del parma, si lammmi, della carne, prendo que- 
sti cibi per sOGiuin i: : o Vagli. per far 
li divenire me stesso. Li dist o egg 0 uio vantagpio. Quello 
che è mangiato diventa colui che mangia. Quello che mangio 
diventa me stesso e scompune nol mio essere. 

Quando mi nutro dell'Ecars:itia, matgio il Corpo e il Sangue 
del Cristo non por assimilario in me, per farlo divenire me 


stesso, ma al conurna 10; tacciarini assimilare; è Gesù SEGm 


so, il mio nutrimento, che mi assimilerà in Lui affinchè la 
mia vita trasformata divenga sempre più la Sua vita. 


Riflettendo così, scopro quale deve: essere la ti 
sposizione per ricevere Gesù. Io non lo ricevo per posseder 
lo, ma per essere posseduto e per abbandonarmi a Lui. 


Devo avere dunque un cuore totalmente povero, libero da ogni 
volontà di possesso, disposto a lasciarmi invadere, possede- 
re, trasformare da Colui che si dona a me. Molte delle os 
comunioni non portano i frutti attesi perchè non sono cosl 
disposto. 


Il primo frutto dell'Eucarestia non è forse quello di fare 
di me-sempre più un essere "donato" al Padre e ai miei fra- 
telli, come Gesù: "Questo è il mio Corpo offerto in sacrl- 


ficio per voi, questo è il mio Sangue versato per voi e per 
EUUCti 112 


Signore Gesù, trasformami, modellami a tua somiglianza, che 


io divenga ogni giorno un po' più come te, donato tutto al 
Padre e ai miei fratelli. 


Padre André Delpierre 
(Belgio) 


al di là delle parole 


Natalia non era una bambina come le altre, Natalia non pote 
va, come gli altri bambini della sua età, n 


scoprire il volto 
di Gesù nelle lezioni di catechismo, 


nei bei libri o nelle 
belle frasi. Era così povera che anche le parole erano trop- 


po difficili per lei. Eppure era necessario che anche Lei 
avesse la fortuna di incontrare Gesù, 

Mi ha fatto allora capire ghe Gesù è vivente in ciascuno di 
noi; bastava che io vivessi la mia fede, che i miei gesti fos 


sero gesti di amore, gesti di 
Gesù che è in me, perchè ella 
vi scoprisse un' viso di pace, 
di gioia: il viso di Gesù. 

Io allora l'ho amata, amata,a- 
mata.....ed è in questo amore 
che l'ha scoperto. 

Natalia allora ha domandato 
l'Amore, allora ha chiamato 
Gesù e per saziare questa fa " 
me ha preso parte alla cena ed 
ha diviso con noi il pane d'a 
more. | 
Nella sua espressione di pace 7 
potevamo vedere il volto di 
Gesù che era in lei. L 


(Francoise Lacoste, Belgio) 


* * 


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lat 


Suggerimenti — — — — "— a «5 = on oe ist om 


- Cerchiamo nel Vangelo come Gesù: ci invita a passare da uti 
| cibo che perisce a un cibo che dura per l'a vita eterna. 
(Particolarmente S.Giov.cap.2 per il vino, cap.4 per 
| l'acqua, cap.6 per il pane) 


- Febbraio: Festa della Luce! 
Prevediamo un momento di adorazione silenziosa, durante 
| la Messa o in un altro momento: si disporranno fiori e 


candele per simboleggiare la preparazione del nostrò cùon; 


| si rilegg/erà S.Giov.6,56. 


<a. 


’ 
"RE MARZO 1981 


16 I perdono 


® Non avere paura poichè io ti ho riscattato. 
Ti ho chiamato per nome, tu sei mio. 
Se attraverserai le acque, io sarò con te 
‘@ le onde non ti sommergeranno. 
( Isaia 43, 6 ) 
I monti crolleranno 
e le colline si sconvolgeranno 
ma la mia bontà non si ritirerà da te 
è e il mio patto di pace non sarà rotto. 
(Isaia 54, 6) 
Ritornate a Yahvé, vostro Dio 
poichè egli è misericordioso e compassionevole 
lento all'*ira;, ricco di bontà 


e gli dispiace cestigare, î f 
(Gioele 2, 13) 


La comunità è il luogo del perdono. Malgrado tutta la con- 
: sf fidenza che si può avere gli uni con gli altri, ci sono 
do sempre delle parole che feriscono, delle occasioni dove 
LO «E, uno vuol mettersi avanti,dellesituazioni dove le suscetti- 
| bilità si urtano. E' per questo che vivere insieme implica 
una certa croce, uno sforzo costante ed una accettazione 
Vo, Fi che è perdono reciproco ogni giorno. 


(Jean Vanier "La comunità luogo di perdono e di festa" ) 


60 


‘‘bresentare =) Dio 


le nostre mm ferite,, 


Il Padre Bro, in una conferenza a Notre Dame, racconta que- 
sta bella storia: 

"Un principe possedeva una pietra preziosa magnifica di cui 
era molto fiero, Un giorno, per un incidente, questo sioiello 
si rigò profondamente, Il principe convocò allora i più abili 
specialisti per farlo riparare. Na malgràdo tutti i loro sfor- 
zi non riuscirono a togliere la risatura. Arrivò allora nel 
paese un incisore di pietre di bravura inecuagliabile.,Con arte 
e pazienza egli incise nel diamante una mamifica rosa utiliz 
zando per il gambo la stessa rigatura, e fu talmente abile che 
la pietra preziosa divenne infinitamente viù bella di prima" 

Quante volte ho visto delle persone piangere confessandosi 
e dolersi: "Ho fatto la bestia", "sono disgustato di me stes 
so", "sono di nuovo sceso così in basso", l'a il più delle volte 
mi è sembrato che rimviangessero la loro miseria più che l'aver 
offeso Dio, 

In fondo, noi non accettiamo di essere quello che siamo, fra- 
gili e peccatori, portati cioè ad allontanarci dal sentiero che 
il Signore amerebbe vederci semire, 

Ci perdiamo di coraggio non appena un nostro difetto ci fa 
cadere, Ci sono addirittura dei cristiani che rinunciano a ri- 
cevere il Sacramento della Penitenza +0. .Derchè si ritengono 
indegni! Come se un malato aspettasse di stare meglio per con- 
sultare il medico. 

Invece è proprio partendo dalla nostra miseria che Dio può 
scavare in noi quella che si chiama umiltà: il senso dèélla no- 
stra fraszilità, della nostra povertà, Come nella storia race 


contata innanzi, sesto > il mouento in cui "sli potrebbe 


61 


mettersi a fare qualcosa di solido e di bello quando, scoper- 
ta la nostra debolezza, lo pregheremo di fare in noi ciò che 
non arriviamo a fare da soli, Così come si scavano le fonda- 
menta quando si costruisce una casa, 

Non sono belli i nostri peccati, questo è sicuro. Essi hanno 
però la prerosativa di renderci consapevoli della nostra fra- 
gilità e di invitarci a confidare in chi.è più abile di noi, 

Come il bambino che impara a camminare: di caduta in caduta, 
a forza di cadere esli realizza che da solo non può fare, ed 
allora prende volentieri la meno che gli viene tesa e che l'a- 
iuterà a regsersi sulle sue gambe. 

Dobbiamo riconoscere che siamo deboli per arrivare a diventa- 
re forti per mezzo della forza dello Spirito Santo. Dobbiamo 
ritrovare questa delicatezza che ci fa domandare il perdono 
delle nostre colpe, anche se non sono sgravi: per diuostrare al 
Padre quanto vorremmo amarlo meglio, i suadazneremo anche: a 
partire dalla scalfittura, dalla nostra fragilità riconosciuta, 
confessata, rimpianta Mio si metterà a scolpire in noi il fio- 


re, in cima al gambo dell'umiltà, 


Padre lubert Damien, 


I 
fn a 


SUGGE RIMENTI è 


- Trovare nel Vangelo lo sguardo di Gesù che ama e che perdona 


(Zaccheo, la donna adultera, il giovane ricco....). Come, an 
che per noi, uno sguardo, un gesto dicono molto di più delle 
parole? 


- (Cf. tema n° I) Ci siamo sbarazzati di qualche basaglio inu- 


tile? 


- Perchè non una cerimonia penitenziale preceduta 0 seguita dal 


sacramento della Riconciliazione? 


49% 
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Celebriamo 


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